Tassa di soggiorno: chi paga se l'ospite non l'ha versata
Se l'ospite non versa l'imposta di soggiorno, a pagarla è comunque il gestore. È una regola nazionale, non comunale, e vale insieme a un secondo obbligo che scade ogni anno lo stesso giorno: la dichiarazione del 30 giugno.
Verificato il 5 agosto 2026
In breve
Il gestore è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno anche se non l'ha incassata dall'ospite, con diritto di rivalsa su di lui (DL 34/2020, art. 180). Ogni anno, entro il 30 giugno, va anche presentata la dichiarazione telematica — obbligatoria pure se non hai avuto ospiti.
Perché paghi tu anche se l'ospite non ha versato
Dal decreto Rilancio (DL 34/2020, art. 180) il gestore della struttura è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno, non un semplice incaricato della riscossione. Se un ospite lascia la casa senza pagarla, o te ne sei dimenticato tu, il debito verso il Comune resta comunque tuo: la norma ti riconosce il diritto di rivalsa sull'ospite, ma è un diritto che eserciti tu, non una condizione per dover versare. Fanno eccezione i soggiorni prenotati su un portale convenzionato con il Comune per la riscossione — ad esempio Airbnb, in alcuni comuni: lì l'imposta è già stata incassata e versata da loro, e non va versata una seconda volta.
La dichiarazione del 30 giugno, anche se non hai avuto ospiti
Oltre a versare l'imposta ai singoli Comuni durante l'anno, il gestore deve presentare una dichiarazione annuale telematica, unica per tutte le sue case, entro il 30 giugno dell'anno successivo — sul modello approvato con DM 29 aprile 2022, che ha sostituito il vecchio Modello 21. Va presentata anche se in quell'anno non hai avuto ospiti: è un obbligo di dichiarazione, non solo di versamento.
Cosa rischi se salti la scadenza
Le sanzioni sono due, distinte e cumulabili. L'omessa dichiarazione costa dal 100% al 200% dell'imposta dovuta (DL 34/2020, art. 180). L'omesso versamento — non pagare quanto dovuto al Comune, anche a dichiarazione presentata — costa il 25% di quanto non versato: era il 30% fino al 31 agosto 2024, poi il d.lgs. 87/2024 ha modificato l'art. 13 del d.lgs. 471/1997. Se rimedi entro 90 giorni scende alla metà, 12,5%. Verificate sulla norma il 5 agosto 2026, non stimate.
Il codice tributo per il versamento
Quando versi con F24, il codice tributo per l'imposta di soggiorno è 3936 (Agenzia delle Entrate, risoluzione 64/2017). Attenzione però: l'F24 vale solo verso i Comuni che hanno stipulato la convenzione con l'Agenzia, elencati nella «Tabella enti abilitati» sul sito dell'Agenzia stessa. Fuori da quell'elenco si versa con pagoPA o sul portale del Comune, e le coordinate esatte sono quelle che pubblica lui.
Cosa non copre questa guida
- L'elenco dei Comuni convenzionati con un portale per la riscossione cambia nel tempo: verifica sempre se il tuo caso rientra.
- Tariffe, esenzioni e scadenze di versamento sono decise da ogni Comune: qui trovi solo le due regole nazionali. La tariffa del tuo Comune è nell'indice qui sotto, dove è stata verificata.
Fonti
- DL 34/2020 ("decreto Rilancio"), art. 180 — responsabilità del gestore e dichiarazione annuale
- DM 29 aprile 2022 — modello di dichiarazione dell'imposta di soggiorno
- D.lgs. 471/1997, art. 13 — sanzione per omesso versamento
- Codice tributo 3936 per il versamento con F24 (risoluzione Agenzia delle Entrate)
- Airbnb — raccolta e versamento dell'imposta di soggiorno in Italia (news.airbnb.com)